Ciao mondo!!
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Seh, è passato un bel pò dall’ultimo post, tempo impiegato a fare altro, ma l’importante è che giusto adesso che ho finito la copertura del nuovo terrario (c’è solo da passare dell’impregnante e del lucido), si è fatta vedere (tra l’altro sulle scale interne di casa, posto poco ospitale per una reginetta) una bella formicona che sembra proprio essere una regina di Crematogaster Scutellaris.
Evidentemente, essendo da poco passato il periodo del volo nuziale, si tratta di una giovanissima regina, pronta per la sua prima colonia.
Le ho riservato quindi lo spazio prima occupato da un’altra reginetta alata di Lasius Niger (che poi si è rivelata essere ancora verginella, non avendo perso in 2gg le ali, e per questo è stata liberata nuovamente), in una scatoletta di 12x9cm, con fondo di sabbia di quarzo (quella per acquari insomma) e del sughero.
Sembra avere apprezzato il nuovo rifugio: l’avevo catturata e messa in un tupperware senza nulla, e sembrava non darsi pace, cercando evidentemente un nascondiglio. Poi non appena ho aperto il contenitore e l’ho poggiato sulla sabbietta di quest’altro, è scesa senza problemi ed è andata a rifugiarsi tra i pezzetti di sughero che avevo collocato proprio per tale scopo. Ho messo un pezzetto di carta da cucina assorbente con acqua e zucchero, che sembra aver poco gradito (e che infatti ora sostituisco con semplice acqua, non avendo bisogno di zucchero).
In questo momento è in esplorazione a gironzolare nel nuovo rifugio, e non appena mi avvicino per darle un occhio, torna a rifugiarsi tra i pezzetti di sughero. Spero che una colonia dominata da una regina timidona non risulti timida anch’essa!
Mi fa piacere inoltre aver trovato proprio una Crematogaster Scutellaris, che sembra non aver problemi con l’umidità (quindi niente muffe) e che è piuttosto onnivora. Così finalmente ho trovato la soluzione per il formicaio, ed allo stesso tempo so cosa farmene di queste zanzare che perfino con 10°C all’esterno continuano a gironzolare per casa a caccia di umani. Masse zuccherine in attesa di diventare cibo.
L’unico attuale dubbio è relativo all’irrigazione del Walhalla. La soluzione del nebulizzatore ad ultrasuoni è buona, ma le Crematogaster non apprezzano l’umidità, quindi adesso resta da capire come risolvere anche questo problema.
Sempre per quel che riguarda il Walhalla, la copertura alla fine l’ho fatta con legno di abete, visto che la betulla ed il faggio sembrano essere introvabili (eppure il legno che usa Ikea è tutto di betulla… e contando quanti mobili produce, immagino non sia *così difficile procurarselo… ma vabè, questo va categorizzato in “I Cani”). Ovviamente, ma era proprio *ovvio* che fosse così, lo spessore che cercavo non esiste, quindi ho dovuto ripiegare su un 18mm (che ovviamente ha causato problemi per il taglio, trattandosi di 2 millimetri prima dei 2cm, ed essendo pare davvero complesso tagliare con una simile precisione). Tutto fatto con legno da 18mm. Qualcosa ovviamente non è andato per il verso giusto (e meno male che ho finito di avere a che fare con vetrai e falegnami adesso!) e ci sono quei 2 millimetri di differenza che nessuno sa, ma che io che so mi innervosisco. In ogni caso ho risolto con la levigatrice… davvero un superbo strumento… certo, fa tanta polvere, ma risolve i problemi canini causati da terze parti.
Adesso non mi resta altro che, come ho già detto, fare qualche ultimo ritocco con la carta vetro a grana finissima, passare l’impregnante e poi la vernice. Ed aggiungere un paio di neon. Ah, e mettere 2 ventoline per il ricircolo automatico dell’aria. In ogni caso il tempo c’è, tanto la regina avrà tempo per riposare fino a Febbraio… e quando si sveglierà la colonia sarà ancora pari a 1, quindi prima di pensare di traslocare tutto nel Walhalla ce ne vorrà. Intanto, quel che posso già fare è preparare tutto per il gran giorno ed iniziare a rendere il Nuovo Mondo abitato. E certo, che mondo è un mondo disabitato e poco restio alla vita? Quindi una volta completato questo progetto, ci sarà da organizzarsi con lo sfagno (che ho già) ed occorrerà iniziare la produzione di muschio. Potrei anche simulare una primavera, giocherellando un pò con le luci e la temperatura per iniziare la semina di qualche piantina (per ora ho in mente solo l’Asparagus Plumosus, detto anche “Finta Felce”, che sembra adattarsi perfettamente al futuro microclima e convive più che bene con il muschio), in ogni caso devo iniziare a cercare i semi.
Ah, una sola nota dolente: ho visto che le colonie di Crematogaster sono prolifiche. Ecco. Non vorrei avere problemi con le loro fughe. Certo, ho predisposto e programmato tutto, ma sembrano essere più ingegnose di quanto uno possa pensare. Devo risolvere anche questo problema. Speriamo in bene u.u
Ancora una volta torno a riconsiderare i neon. Volevo mettere due neon Sylvania Glolux, fatti apposta per le piante (in particolare per gli acquari, anche se sembra che in tali ambienti altro non facciano che far proliferare le alghe… ma a me poco importa non avendo in cantiere alcun acquario – per ora). Ne avevo comprato uno per €14, da 25W. Solo che i reattori da 25W (o da 50W per metterne due) non esistono.
E no. Ovviamente, no. Esistono. Ne ho uno giusto sottomano da 56W. Quindi, ancora una volta, ho avuto a che fare con l’ignoranza.
Evidentemente non tutti i negozi di elettricità sanno che esistono – e sono prodotti dalla stessa Osram, azienda leader produttrice di sistemi di illuminazione – tali reattori.
A questo punto ho comprato due neon Grolux, notando però una cosa: le luci sono tendenti al rosa (4000K), quindi ora il dubbio che mi sorge è se cambiarne uno con un tubo Osram (che costa molto meno, tra l’altro), da 16-18W da 72cm (anzichè 74cm degli attuali), o cambiarli entrambi.
Il problema della luce rosa è che ovviamente falsa i colori. Motivo per cui, pensavo di mantenerne uno da mettere posteriormente ad un Osram da 6000K (luce pressocchè solare), che illuminerebbe in modo più naturale il terrario. Usandoli entrambi, le piante avrebbero il loro spettro… ed i miei occhi gradirebbero ugualmente. L’altra opzione sarebbe invece di sostituire anche il posteriore con una lampada Osram da 4500K (stessa colorazione, ma spettro blu ridotto). Il motivo sarebbe semplicemente le dimensioni standard dell’Osram. Lampade da 74cm sono difficili da reperire (se non in ambito acquaristico e costano un occhio), da 72 invece sono molto più standard.
L’altra opzione, che poco però mi piacerebeb realizzare, sarebbe di fare in modo che uno dei due supporti del neon (dove vengon collegati gli elettrodi, per intenderci), scorra di una decina di centimetri, in modo da poter cambiare idea. Certo, non è una cosa molto pratica nella realizzazione (ci devo pensare un pò sul come fare…), ma eviterebbe sicuramente le future seccature.
In ogni caso, non fidatevi di nessuno. Documentatevi prima di credere all’inesistenza delle cose. Le cose esistono, solo che pochi lo sanno.
PS: Il reattore da 56W l’ho pagato €5, quindi neppure poi così tanto per un oggetto inesistente.
Ieri ho ultimato l’incollaggio del Walhalla. E’ bello, spesso 6mm anzichè 5 come l’Eden ed ha le stesse dimensioni. E la molatura è decente.
Unica nota dolente – e sapete anche a cos’è dovuta – il lato sinistro purtroppo non è allineato sulla parte bassa come dovrebbe con le lastre laterali. Ma vabbè, si sa che son cose che succedono quando ci si rivolge a vetrai non esperti.
Comunque, a parte questo, il silicone ha fatto il suo dovere ed adesso è già polimerizzato. Ma, giusto per, lascerò tutto com’è per un pò di tempo, almeno finchè non avrò l’akadama da mischiare con terra per bonsai. Sembra infatti che con l’akadama si riescano a fare eccellenti paludarium, con la terra – o meglio proprio l’akadama – costantemente immerso nell’acqua. E non fa muffa.
Comunque, onde evitare eventuali *spiacevoli* sorprese, ho deciso di installare nella copertura superiore in plexiglass due ventole comandate automaticamente, che ogni ora girino per 10 minuti (anche se la tempistica poi sarà da valutare una volta realizzato il tutto) per evitare ristagni d’aria e di umidità. Magari così eviterò la formazione di muffa. Staremo a vedere.
Devo ancora acquistare le due ventoline ed il sensore di umidità. Per non parlare del nebulizzatore ad ultrasuoni – che sembra sia una buona scelta per l’umidificazione del terrario.
Altro acquisto pendente è relativo all’illuminazione. Mi servono due neon con decente wattaggio e, nel caso in cui siano ognuno da 25w come quello descritto nel precedente post, un eventuale reattore adeguato.
A parte questo, ho già lo sfagno, del muschio (e dei licheni che però non so ancora come vadano tenuti) preso da della legna che usiamo per la stufa. L’unico mio timore è la temperatura. Quel muschio sta da un anno su quella legna, fuori, alle intemperie e sepolto da altra legna. Cioè… temperatura zero, illuminazione zero… chissà se gradirà un terrario! In ogni caso, devo pensare qualcosa per la sterilizzazione pre-terrario. L’idea del microonde non mi convince: se distrugge tutto, spore comprese, non penso che resterà tanta vita per il muschio stesso! Magari una semplice lavata ed una “prova” nell’altro terrario potrebbe aiutare. Comunque, questo verrà dopo.
W il Walhalla!
Già. Sono acquari. Eppure io ancora stento a crederci. Sono qualcosa di meraviglioso. Il link è il seguente: http://www.adana-usa.com/index.php?main_page=afa_portfolio
Cosa posso dire? Non ci sono parole per descrivere una tale bellezza. Non ci resta che ammirare e restare in silenzio.
Sì, tutto si riassume secondo questo problema.
Cogito, ergo sum. Io amo chiamarlo il problema del filosofo.
In che senso. Il vetraio ha senza dubbio sbagliato a tagliare il vetro secondo un’angolazione non consona, e lo ha pure ammesso, ma poi chiedendo circa il fatto della base *FUORI* anzichè *DENTRO* ha affermato “ah, ma io pensavo…”.
Ecco il problema. Crede di dovermi dimostrare che pensa e dunque è. Non occorre.
No, non occorrono le tue doti da filosofo, nè quelle da teorico secondo cui hai riorganizzato quel che t’ho ordinato.
Io ho pensato già per te, non credevo avessi grosse qualità intellettuali. In ogni caso non occorrono. Basta semplicemente seguire le mie indicazioni senza scadere in considerazioni filosofiche.
Risolti tali dissapori in ogni caso e, dopo avermi ricordato che anche lui esiste, ha comunque seguito le mie indicazioni. Ha funzionato come dicevo io. Bene.
Però, e questo mi riporta a credere che sei un cane (e quindi cadono le tue considerazioni filosofiche nuovamente), non mi ha poi pulito per bene il vetro dalla polvere della molatura. E il vetro si è graffiato. Nulla di particolarmente vistoso. Però i graffi ci sono. Ed io lo so. E mi dà fastidio.
Cercherò quel prodotto che ripara i graffietti dei vetri, in modo da riparare al nuovo problema cagnesco che mi hai creato.
Complimenti. Pensi, dunque sai. Sì, di essere un cane.
Sembrava impossibile. Credevo fosse impossibile. Ed invece no.
C’è chi non sa fare la molatura. Ma non dimentichiamoci che c’è anche chi non sa fare il taglio (pur facendo un’eccellente molatura).
Bene. Oggi ho trovato quello che sa fare la molatura ma non il taglio. Le lastre con 6mm di differenza. I cani.
Bene, domani vediamo se me li aggiusta in modo decente. Altrimenti li minacciamo con la guardia di finanza e vediamo che succede.
Aggiornamento: Oltretutto non ha considerato la base *DENTRO* come avevo chiesto ma *SOTTO*. Ora dico io, ma è così difficile *leggere le misure* che ti ho dato ed *ESEGUIRE I MIEI ORDINI*?!? BHA. I CANI.
Sì, attenti. Non perchè i cani facciano danni ai terrari. No. Non per questo. Ma perchè le persone con cui avete a che fare a volte sono cani. Anzi, detto così i cani potrebbero offendersi.
Cioè, ieri ho comprato del legno, da tagliare come richiesto *con una macchina automatica*… ebbene sì. Sono riusciti a tagliarlo storto. Un centrimetro mancante. Non un millimetro o due. Un centimetro.
Cani.
Non sapete utilizzare una macchina *automatica* per il taglio del legno che fornendo le misure taglia automaticamente. Come si può sbagliare? Non lo so. I cani.
E per completare la cosa, ho comprato un banale neon da acquario. Cioè i neon sono standard. Tot centimetri, tot watt. Certo. Nel Walhalla forse. O nel Nirvana. Nella realtà no. I neon che sono di solito da 18W o da 36W… a volte sono da 25W. E gli alimentatori sono o da 18 o da 36. Da 25 o 50W non ce ne sono. Quindi io adesso come lo alimento? Devo comprarne due da 36? Ma no, è da *CANI*.
E cani voi siete che progettate cose senza il senno di poi. Senza vendere un trasformatore adatto. Senza chiedervi cosa vi distingue dalle bestie.
Bestie voi siete che progettate cose senza pensare.
Abbandono il progetto Eden. Il vetro è davvero inadatto e la costruzione è instabile. Non voglio rischiare di dovere un giorno cambiare terrario e causare ingenti danni alle specie che vi abitano. Meglio agire ora anzichè dopo.
Quindi, domani mattina passo *da un ALTRO vetraio* e spiego con precisione il progetto dando indicazioni *molto precise* di come mi serve che faccia quel che è pagato per fare. Vedremo come andrà.
Intanto ho acquistato da Leroy Merlin che sta diventando il mio fornitore di fiducia di materie prime e non solo, il legno per costruire la copertura e una lastra di plexiglass come “tetto” del terrario. Ho pensato di mettere i neon *fuori* del terrario, giusto sopra al tetto in plexiglass (ma entro la copertura di legno, ovviamente) onde evitare che durante il volo nuziale le regine ehm abbiano una focosa attrazione verso i neon e finiscano cotte. Il plexiglass è un eccellente materiale trasparente che a differenza del vetro lascia tranquillamente passare infrarossi, luce visibile e ultravioletti, quindi è perfetto ed è perfino meglio del vetro. La parte superiore in legno è di compensato di pioppo di 4mm, che si adatta perfettamente al mobile che regge il terrario.
E’ morto l’Eden. W il Walhalla, il nuovo terrario! (che probabilmente avrà un vetro più spesso dell’Eden, per garantire un maggiore isolamento termico)
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